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Animali come cibo: I maiali ed i conigli

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I maiali sono animali usati tantissimo in Europa e soprattutto in Italia. Riempiono le nostre tavole e i nostri panini. Sono così trasformati che spesso non si riconoscono più come animali: prosciutti, salami, bologna, pancetta, wurstel non sembrano più carne.

Un maiale d’allevamento vive circa 12 mesi. Quando nasce succhia il latte della sua mamma attraverso le sbarre di una gabbia (la scrofa viene tenuta in una gabbia strettissima in cui non può neppure girarsi, per circa due mesi). Verso i due mesi, se maschio, il maialino viene castrato (senza anestesia). Nei piccoli allevamenti questa operazione viene fatta direttamente dal contadino, con un coltellino affilato. Poi viene messo insieme ai suoi fratelli e sorelle (solitamente una decina o più) in un box di cemento grande come una stanzettina di casa. Crescendo gli animali hanno sempre meno spazio per muoversi e diventano aggressivi tra di loro (spesso, perché non si mordano, gli vengono spezzati i denti). Vivono così, sul cemento o su griglie di ferro, senza mai vedere la luce del sole, mangiano e dormono, annoiati a morte, finché non viene il giorno in cui devono morire.
Arriva allora un camion che li carica, terrorizzati, per portarli fino al macello. Il loro primo e unico viaggio nel mondo li porta diritti alla morte. La loro paura e tristezza si possono vedere bene quando si incontrano questi camion di trasporto animale sulle strade e le autostrade. Un grosso camion può trasportare fino a 200 animali per volta.
Arrivati al macello vengono storditi con una pinza elettrica posta sulle tempie, appesi a testa in giù e sgozzati.
La maggior parte della gente non sa che per fare uscire bene il sangue dai muscoli e dagli organi interni, tutti gli animali non possono venire uccisi prima di essere sgozzati. Il cuore deve continuare a battere, l’animale deve essere ancora vivo. Spesso lo stordimento non avviene bene e nel 5-10% dei casi gli animali vengono fatti a pezzi quando ancora sono coscienti.

La scrofa è costretta ad allattare i piccoli stando in una gabbia perché se fosse libera di muoversi schiaccerebbe i piccoli sul cemento rischiando di ferirli o ucciderli. Questo in natura non avviene dato che i maiali selvatici (che sono molto più piccoli di quelli allevati) e i cinghiali costruiscono dei nidi di rami e di paglia in cui i piccoli possono infilarsi qualora la madre si sposti senza troppa attenzione.

I maiali sono selezionati dagli uomini perché diventino grassi nel minore tempo possibile. Gli esemplari più grossi possono arrivare a pesare 250 chili e anche più, dipende dal tipo (quelli più piccoli e giovani sono usati per i prosciutti, quelli più grandi e grassi per gli insaccati). Questo comporta che le loro piccole zampe siano molto fragili rispetto al peso che hanno e spesso si rompono con facilità, specie durante il trasporto e i movimenti forzati.

I maiali sono animali paragonabili come intelligenza e sensibilità ai cani. Se cresciuti con amore e attenzione si affezionano alle persone e sono puliti e simpatici. Le scrofe sono dolcissime e amano e difendono i loro piccoli con grande forza.

Se qualcuno vuole offendere qualcun altro spesso gli dice che è un maiale. I maiali sono animali bellissimi, coraggiosi, buoni e puliti. Non ci sarebbe niente di cui vergognarsi ad essere un maiale. C’è invece molto da vergognarsi a trattarli come li trattiamo, a ucciderli e farli soffrire solo perché ci piace mangiare la loro carne.

Il salame e il prosciutto sono sostituibili con fette di SEITAN, un alimento altamente proteico (più della stessa carne) a base di frumento, che ormai si trova anche in molti supermercati non specializzati. Con il seitan affettato si possono preparare ottimi panini imbottiti. Non c’è nessun motivo di allevare e uccidere questi splendidi animali.




I conigli

Alcune persone particolarmente sensibili alla sofferenza degli animali, inorridiscono quando, passando davanti a qualche macelleria, vedono i conigli scuoiati, appesi in bella fila, pronti per essere venduti. Lo spettacolo è così osceno che spesso viene un conato di vomito e una sensazione di tristezza assoluta. Ma anche le persone meno sensibili sarebbero molto colpite se sapessero l’orribile vita che deve fare un coniglio prima di venire ucciso.

Un coniglio vive solo sei mesi. Quando nasce, tenero e dolcissimo, viene svezzato dalla sua mamma e poi messo, da solo, in una gabbia talmente piccola che quando ingrassa non gli permette più di muoversi. Se si muovesse, dimagrirebbe e renderebbe meno soldi.

In queste gabbie minuscole, messe le une sopra le altre, gli animali non vedono mai la luce del sole e non sentono mai l’odore di un prato. Mangiano e dormono, mangiano e dormono, mangiano e dormono e sicuramente tra un incubo e l’altro sognano la vita felice di cui sono stati privati.

La loro vita, per chi li mangia, vale pochissimo. Sei mesi di sofferenza valgono 10 euro...

Il loro soffice pelo, che avrebbe dovuto, in una vita degna di questo nome, proteggerli dal freddo, finisce per bordare le giacche di poco prezzo che tanta gente indossa con crudele indifferenza.

Se conoscete un allevatore di conigli provate ad andare a trovarlo e chiedergli di farvi vedere la “stanza dei conigli”. Quando avrete visto come vivono questi poveri animali, immaginate che negli allevamenti grossi (quelli industriali), gli animali stanno molto peggio...

Se qualcuno osasse trattare così un gatto, sarebbe senza dubbio condannato per grave maltrattamento. Perché un coniglio dovrebbe essere diverso da un gatto? Forse che i conigli soffrono meno? Forse che non desiderano correre e giocare come i gatti? Forse che sono sostanzialmente diversi dagli animali che amiamo e proteggiamo?
No, non esiste nessun buon motivo per cui dobbiamo trattare bene un gatto e male un coniglio. Solo la nostra crudeltà e il nostro egoismo ci permettono di violare così gravemente la libertà degli altri animali. Non c’è nessun buon motivo che ci giustifichi. Il fatto che il coniglio sia buono da mangiare non è un motivo valido per rubare la sua vita.


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